Etica e Responsabilità a prova di utenti della strada

4 07 2008


Il noto principio informatore della circolazione (art. 140 codice della strada) ci illumina sul comportamento di base atteso di ogni utente della strada…
Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.

A Merano il principio sembra non interessare… leggi





Dobbiamo crescere…

30 06 2008
© 2008 Associazione niemals allein – mai soli
© 2008 Associazione niemals allein – mai soli




Neuroetica. La morale prima della morale

28 06 2008


… il nuovo saggio di Laura Boella, edito Raffaello Cortina, 2008.

Dalla quarta di copertina:
L’uso crescente delle tecniche che consentono di osservare le aree cerebrali attivate durante un particolare compito (PET, fMRI) sta cambiando lo studio della fisiologia alla base delle emozioni e dei comportamenti. Una cosa è essere convinti intellettualmente che la tendenza all’altruismo abbia un fondamento neurologico, un’altra è vedere le aree colorate della PET.

Così è nata la neuroetica, un nuovo ambito della ricerca caratterizzato da rilevanti implicazioni per quanto riguarda le prospettive etiche, la giustizia, la conoscenza della persona.

Per l’intervista di Laura Boella a Fahrenheit andata in onda il 7 aprile 2008:
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=247548





IMPEGNO INTEGRITA’ TRASPARENZA

25 06 2008

     

Ethical
Ethical

 





Smettiamo di crescere…

12 06 2008

… l’articolo di Umberto Galimberti pubblicato su “La Repubblica”, il 02 settembre 2005… di rinnovata ispirazione.

Che cosa prova la gente a diventare collettivamente più povera? Non parlo dei poveri che il fisco risparmia e neppure di quelli per i quali 200 milioni di euro equivalgono ai nostri 200 euro, ma di quella classe media che, essendo diventata negli ultimi decenni la classe di tutti, ha finito per dissolvere perfino le rivendicazioni di classe, sostituendole con le rivendicazioni di categoria.
Si può sempre dire che un po’ di povertà non fa male, raddrizza i costumi che abbiamo spinto un po’
all’eccesso, spopola i ristoranti dove la troppa gente non riesce più a scambiar parola, riduce il traffico che ha trasformato le vie della nostra città in un unico grande parcheggio, allenta la morsa dei weekend forzati, assottiglia, nelle agenzie di viaggio, le folle di quanti pensano che basta cambiar cielo per cambiar animo.
Le discoteche chiuderanno qualche ora prima, alcuni giovani vedranno ridotte le loro chances di finire direttamente al cimitero, chances che purtroppo aumenteranno per quanti non riusciranno a tener dietro al costo dei farmaci, o più semplicemente alla qualità degli alimenti a cui è da addebitare quel prolungamento della vecchiaia che in Occidente siamo soliti chiamare allungamento della vita… continua





Spazio alla discussione!

16 05 2008

Traendo spunto dalla proposta del nostro nuovo amico Davide, avvezzo agli argomenti dell’iniziativa, abbiamo attivato il forum di discussione all’omonima sezione. Raccogliamo con molto piacere i suoi ed i vostri interventi dando loro uno spazio appropriato. Vi aspettiamo numerosi e ringraziamo ancora Davide per il suo interesse e coinvolgimento.

Sabina





L’impresa: esperienza umana e umanizzante

22 04 2008

L’esperienza dell’essere moralmente interpellati è un’esperienza fondamentale, comune a tutti gli uomini. Vi è in gioco la piena e definitiva realizzazione di una vita buona e felice. Perdere di vista la dimensione morale significa smarrire il senso ultimo della propria, insostituibile, vicenda storica perchè nella conoscenza, come nell’attuazione della verità morale, l’uomo è posto completamente di fronte a se stesso.
In tal senso l’impresa, come esperienza umana e umanizzante, non può prescindere dall’etica. Trattare di etica d’impresa significa integrare i valori dell’agire morale con l’organizzazione e le strategie. Ciò non è immediato per un’azienda, che normalmente focalizza il proprio obiettivo sul valore per gli shareholders. Si tratta di operare uno stravolgimento proficuo ed efficace: il profitto/valore deve diventare la conseguenza (e non l’obiettivo) della relazione con gli stakeholder (investitori, clienti, fornitori, lavoratori, amministrazione, comunità, ambiente, futuro eccetera). Stravolgimento che, comunque, è in sintonia con le finalità della stessa impresa e le migliora.
L’etica è una “scienza normativamente pratica”. E’ “scienza” in quanto è conoscenza, teoria, sistema, metodo; è “normativamente pratica” non solo perchè dice ciò che è la pratica, l’agire normativo dell’uomo, ma anche in ragione del fatto che il suo dire diventa verità pratica. L’etica è normativamente pratica in quanto pone se stessa come norma dell’azione, come direzione e orientamento. In altri termini, l’etica può essere definita come “scienza del senso direttiva dell’azione”.

… tratto dall’omonimo articolo di Don Valerio Chiovaro, Università Mediterranea, Reggio Calabria su “L’Impresa” n. 4/2006.

Sabina





Perchè un convegno su etica e responsabilità?

26 03 2008

Anche chi vive in modo distratto e frettoloso la realtà quotidiana del nostro tempo non può non essersi imbattuto almeno una volta nel termine etica. Le pagine dei giornali, le trasmissioni televisive e radiofoniche, gli stessi “codici etici” delle imprese, spesso orgogliosamente esibiti nelle pagine di presentazione dei loro siti, abbondano di richiami, qualche volta imprecisi, ai concetti di etica e responsabilità.

Ma che cosa possiamo intendere con etica? E quale significato dobbiamo attribuire alla asserzione del porsi in modo etico o vivere secondo un’etica della responsabilità?

Un’opinione diffusa è quella che vede nell’approccio etico una semplice composizione di decaloghi attraverso cui fissare istruzioni e norme di comportamento che regolino il funzionamento dei diversi ambiti sociali, siano essi di natura politico-istituzionale, amministrativa o economica.

Questa visione, che si avvicina di più alla redazione di un regolamento di condominio che all’espressione più autentica dell’idea di etica, manca di un requisito a nostro avviso fondamentale: il pensiero che nasce dalla risposta alla questione fondante di che cosa sia il “giusto”.

I temi che oggi con urgenza si pongono all’attenzione di tutti riguardano questioni legate allo sviluppo scientifico e tecnologico, alla globalizzazione dell’economia e, non ultime, quelle che investono drammaticamente la vita politica, a sua volta sempre più implicata anche nel dirimere questioni attinenti agli aspetti biologici della vita. La tremenda complessità di questo quadro, amplificata dal nuovo che l’accelerazione del progresso della scienza e della tecnica porta con sè, ci impone qualcosa di radicalmente diverso dalla mera definizione di regole condivise. Ci sfida invece a recuperare quella capacità di pensare le questioni di fondo del nostro essere nel mondo, di problematizzare ogni dato della nostra esperienza attraverso la creazione di spazi di confronto e di dialogo, dei quali si possa nutrire una riflessione vera, in grado di generare quei principi su cui fondare e/o rifondare le regole del vivere insieme.

E’ nella cornice di queste riflessioni che si colloca la nostra intenzione di organizzare un convegno che attraversi, su piani diversi e rivolto a pubblici altrettanto diversi, il discorso intorno all’etica ed alle sue numerose articolazioni.

Sabina